CittàEUROPA perché un nuovo ideale europeista è lo spartiacque e l’Europa oggi è la frontiera del cambiamento per la sicurezza globale, per la tenuta della democrazia, per gli effetti delle migrazioni che premono, per proteggere il welfare state, rinnovandolo, per vincere diseguaglianze e nuove povertà. Perché le città sono la frontiera più sensibile di ogni crisi e danno la misura della capacità di evolvere garantendo le conquiste fondamentali.
CittàEUROPA perché le città sono la storia e il futuro dell’Europa. Perché l’unità politica necessaria è multicentrica e le città europee, il loro patrimonio culturale e civico, sono ancora un termine di confronto col mondo e uno stimolo positivo di emulazione nell’Unione. Perché il governo dei contesti urbani che abbiano massa critica e strategie è e dev’essere ancor più un obiettivo fondamentale dell’Unione, per mettere in rete le eccellenze e le culture delle comunità locali, per sviluppare una crescita sostenibile che dia nuovo lavoro, valorizzandolo e rendendolo più sicuro, rilanciando la capacità imprenditoriale e l’impresa sociale, sburocratizzando e rinnovando gli apparati pubblici, per mettere a frutto per il bene comune le rivoluzioni tecnologiche e per affermare una relazione nuova fra la politica e la scienza. Una Europa dei cittadini che si alimenti e rafforzi anche nelle relazioni tra comunità e non si esaurisca solo nei rituali un po’ stanchi di innumerevoli vertici governativi.
CittàEUROPA perché c’è molto da fare: per fugare le minacce la politica deve ritrovare un grande respiro, partendo da grandi orizzonti e ambizioni di cambiamento, con il radicalismo e il pragmatismo necessari, con più cultura e conoscenza, contro la subalternità ai poteri che dominano e addomesticano vendendo il vecchio vestito di nuovo, che assecondano la frammentazione della domanda proponendo solo odio sociale e autoritarismo allo smarrimento prodotto da un mondo che si è fatto complesso; contro la logica del giorno per giorno, della personalizzazione politica esasperata, della furbizia politicista e del cinismo mediatico.