APPROFONDIMENTI

Il Libro Bianco della Commissione Europea

di Marco Piantini, marzo 2017

Il Libro bianco presentato dalla Commissione europea è una tappa importante nel processo verso l’anniversario del trattato di Roma. Arriva poche settimane dopo l’adozione da parte del Parlamento europeo di una serie di rapporti che hanno indicato convincenti proposte di rafforzamento dell’Unione.
La Commissione ora batte un colpo. Non è forte come si poteva sperare. Non offre una visione e una prospettiva politica precisa e questo può essere un limite. Il libro Bianco si apre però, e non è secondario, con un riferimento al Manifesto di Ventotene. Delinea cinque scenari alternativi per il futuro: uno di sostanziale continuità con l’esistente; due minimalisti (concentrarsi sullo sviluppo del mercato interno; fare meno dell’esistente ma farlo meglio); due più di avanguardia (“fare molto di più a ventisette” oppure lasciare che solo alcuni paesi si integrino di più in specifiche aree).
L’impressione è che si tratti di un testo che ha subito molte limature e forse rispecchia in alcune sue parti un certo zelo per sensibilità critiche di una possibile maggiore integrazione. Le sue debolezze possono essere compensata da un più netto orientamento da parte del Presidente Juncker (che nel discorso di presentazione ha preso le distanze dallo scenario minimalista). Offre comunque un approccio di metodo per la fase che si apre con l’appuntamento di Roma.
Nel contesto attuale non ci possiamo limitare alla delusione per la prudenza della Commissione. Si devono cogliere gli spunti positivi che nel Libro bianco non mancano e agire per gli scenari di integrazione più ambiziosi. Lavorare dunque, per mettere in campo il valore aggiunto europeo dove più può fare la differenza: crescita economica, sicurezza, migrazione, dimensione sociale.
È questo ultimo il collante che più stenta a tenere. L’Europa ha bisogno di temi federatori. Se non ora, quando dare slancio alla dimensione sociale dell’Unione? Il 25 marzo deve essere occasione per riaffermare principi di unità e di orgoglio critico per ciò che l’Europa è, oltre che di consapevolezza per ciò che siamo – Europei, anche se spesso stentiamo a dirlo. Tutte le strade portano a Roma, ma da Roma può partirne una che porti verso Göteborg ove in autunno si terrà il vertice straordinario sulla dimensione sociale. Un anniversario che riparta da dialogo sociale e da riflessioni sulla fondamenta più solida per il futuro dell’Europa: un nuovo welfare europeo, un modello di sviluppo più equilibrato.

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Fabiano Catania

Fabiano Catania

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